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Mario Missiroli direttore del "Resto del Carlino"

26 Aprile 1919

Schede

A soli 33 anni Mario Missiroli diviene direttore del "Resto del Carlino". Allievo di Alfredo Oriani e seguace di Sorel, arricchirà il giornale di firme prestigiose: da Croce a Gentile, da Papini a Prezzolini. Dopo la strage di palazzo d'Accursio del novembre 1920, Missiroli, chiamato dai fascisti "il ruffiano di Cagoia", cioè di Nitti, dovrà dimettersi dalla direzione del giornale (5 aprile 1921) e sarà bandito da Bologna. All'epoca del delitto Matteotti, entrerà in diretto conflitto con Mussolini. Da allora, nonostante la riconciliazione con il potente ras Arpinati, rimarrà ai margini per tutto il Ventennio, riprendendo nel dopoguerra le direzioni del "Messaggero" e del "Corriere della Sera".

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