Festa degli addobbi

Festa degli addobbi

1470 | 1945

Scheda

Fu il cardinale Gabriele Paleotti (1522-1597) che istituì intorno al 1566 la festa degli Addobbi, così chiamata per i drappi appesi alle finestre nell’occasione. In realtà, questa ricorrenza si ispira all’antica festa legata alla processione del Corpus Domini, voluta da papa Urbano IV nel 1264 e resa solenne a Bologna dal cardinale Ottaviano Ubaldini. Ogni parrocchia la effettua ogni dieci anni. L’epoca in cui si ricorda con maggiore enfasi la festa è sicuramente il Settecento. In questo secolo, infatti, l’occasione per celebrare l’avvenimento divenne anche una gara cittadina di restauri e abbellimenti e, come ricorda Athos Vianelli nel suo libro Bologna tradizionale, “uno sfoggio di arte prospettica, una esposizione di quadri sotto i portici e nei loggiati delle abitazioni, una occasione per gare poetiche, una lieta festa di colori e di suoni”. Tanto che persino il più famoso stampatore cittadino, Lelio dalla Volpe, ne volle conservare testimonianza pubblicandone la puntuale descrizione, non priva di retorica, ma sicuramente ispirata anche e soprattutto alla fede profonda e al culto per l’arte dei Bolognesi.

Fu la soppressa parrocchia di San Matteo delle Pescherie nel 1776 e nel 1796 ad offrire un apparato scenografico impressionante, tanto che –per quest’ultima occasione- le truppe francesi che precedevano l’arrivo di Napoleone, entrate in città al comando del generale Augerau, pensarono ad un’accoglienza trionfale loro riservata. Ahimè, così non era e, in ogni modo, il Bonaparte abolì poi la festa e si dovette attendere il 1818 per rivederne la celebrazione. Da allora, la tradizione riprese, anche se in maniera molto più misurata e sobria. Sono rimaste inalterate l’esposizione dei drappi (o zendali) tesi da casa a casa nelle strade della parrocchia interessata, le processioni (durante le quali vengono esposti i tappeti e i fiori alle finestre) e le tradizioni gastronomiche (la famosa e gustosissima torta di riso). Insomma, un omaggio all’Eucarestia attraverso una sana e genuina festosità popolare.

In collaborazione con Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna

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